Nullum magnum ingenium sine mixtura dementiae fuit. (da De Tranquillitate animi), Lucio Anneo Seneca



martedì 1 aprile 2008

Insonnia

Quanto sonno
insoddisfatto
rigirandomi nei pensieri
dell'appena accaduto
e non solo

Quanto sonno buttato
rincorrendo inutili paranoie
per qualcosa già successo

Di tutte le parole che si possono dire
alla fine una è stata la risposta
"Fai quello che ti dice la mente"
ma quanto può fare male al cuore
chi ha ragione
mentre due litigano
io son sveglio

Tuttora disperso
verso l'orizzonte di un'oceano
che ho creato io
disordine del vento che mi schianta allo scoglio

E carica il pensiero
quand'anche il cuore risponde al suo eco
al costo di soffrire

Comincia a piovigginare
E si alza anche la nebbia
ma il disordine è chiudendo gli occhi
L'intorno è conseguenza

Tempo perso nel perder tempo
inseguendo sonno che ancora ne toglie
e tempo è che voglio recuperare
che serve
tempo che incontra
l'ombra che vi si lega
riallaccia l'onda con l'impronta
almeno da poter colpire
portare realtà
nel pensiero che la allontana

Distinguere il suono
della luce dal ricordo

stillicidio di immagini
compresse dal tempo

e continuo a girare in tondo

non voglio sonno per oscurare il reale
voglio dormire per risvegliare
le sensazioni
che nell'insonnia
dormono

sognando quel che si è perso negli occhi
è già passato

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