Nullum magnum ingenium sine mixtura dementiae fuit. (da De Tranquillitate animi), Lucio Anneo Seneca



martedì 23 marzo 2010

...

quanto coraggio serve
per guardare le cose da un punto di vista obiettivo
perchè a un certo punto
mi troverò a scegliere
potendo far affidamento solo su quel che c'è

ma nello scegliere un tempo morto per la paura di affrontare
cosa mi attende dall'altra parte
preferisco provarci

niente è perfetto
figuriamoci io
ma è l'insieme di tutte le imperfezioni
e le smussature che do al tempo
al nome delle cose
che segnano un riferimento
che possono diventare esperienza
l'essere mie

e alla fine non mi interessa il tuo posto comodo
davanti ad una tv dove aspetti di veder passare
una vita equivalente che compensi
la fragilità dell'intorno

voglio poterci stare sul divano
e tenere tutto spento
se non sono io ad accendermi
che differenza c'è tra quello e il nulla

adesso mi serve un giro di boa

ora

venerdì 12 marzo 2010

...10.29

anni per imparare
qualcosa che perdo in una frazione di secondo
e che dimentico... magari in un po' di più ;-)

domenica 7 marzo 2010

2

a volte basta un attimo
il freddo di una finestra
rimasta aperta
perchè la stupidità possa uscire
o il suo odore

eppure non lo so che colore devo dare
ad ogni ricordo che passa quando meno lo aspetti

la porta di un frigorifero che cigola
e quello di della porta di una stanza
tra la paura del non far rumore
e l'eccitazione perchè il momento è reale
e sembra in questo istante

quante parole scorrono
nel silenzio di una casa alla luce soffusa di una cucina

quante cose vanno perse nella frenesia
generale
un po' per non ricordare, un po' perchè
non puoi perdere
non mollare il colpo
anche se uno sguardo fisso fu il compagno di molte mattine
a che pro

un istante solo per essere colpito come un pugno
a viso aperto
dal più semplice dei gesti
nascosto in un ricordo

le chiavi su un tavolo
e un tè raffreddato in una tazza
non ti saprei dire che colore era il cielo fuori
ma ricordo esattamente il rumore

quello che non capisco è il silenzio
nel far capolino tra sotto le coperte e l'anta
dell'armadio dove si crede sia nascosto il mostro
senza il coraggio di aprire
eppure non è stato morso nessuno
e quelle stesse porte non le ho chiuse da solo

manciate di parole lanciate
come morfina per calmare le acque
eppure per quanto possa aver dipinto un muro di mattoni
trasudavo vetro
aspettando i cocci

la distanza vive di tempo
peccato sia così poco
per vivere tutte le possibili alternative di un solo istante

il tavolo ce l'ho ancora
meglio andare a spegnere il tè

giovedì 4 marzo 2010

...02.04

gocce su una finestra
della follia esplosa
condensata
respiro
una specie di strano equilibrio
e fuori tutto il resto

ma che bel rumore
la stranezza del tutto