Nullum magnum ingenium sine mixtura dementiae fuit. (da De Tranquillitate animi), Lucio Anneo Seneca



mercoledì 31 dicembre 2008

...

Prima di mezzanotte

A tutti i pensieri bloccati
alla nebbia che avvolge
ai bei ricordi
al profumo della pelle
alla voglia di abbracciarti
ai sussurri dietro le orecchie
Alle immagini sbiadite
anche se nuove
alle parole non dette
A chi dimentica in fretta
e chi ricorda troppo
ai silenzi
e a chi comunque li ascolta
ai pugni nello stomaco
senza neanche guardarsi
chi pensa siano le lacrime a cancellare il tempo
chi lo tiene dentro di se fino alla fine
ai saluti sterili
e i lettori tristi
chi non si sente completo
eppure lo sa il perchè
chi non si vuole parlare
chi è contento di esserne uscito bene
chi impara solo dall'esterno
chi prova a scrivere di suo
alle decisioni univoche
senza neanche ascoltare
al vuoto delle persone
e al mio
ai bisogni che non capisco
ed i miei
a tutta la mia confusione
a tutti i miei sbagli
a chi si dispiace dopo averti schiaffeggiato
chi non lo accetta perchè fa più male dentro
per chi è spettinato a colazione
agli abbracci prima di addormentarsi
ai sogni vacui e il più dolce degli incubi
al nascondersi sotto le coperte
a chi fa le vocine di "vecchie"
all'essere seri solo quando è necessario
a non dimenticare
a tutto quello che vorrei rivivere
e quello che ho dimenticato
o solo non riesco più ad accedere
ai disequilibri

23:58
23:59

A non rivederci 2008

martedì 30 dicembre 2008

Vorrei saper che titolo dare

Le cose che potevano andar bene
e gli scalini smussati
Quando zoppico dopo una pietra
quelle che non lo sono
Le cose finite
il limbo che assorbe il resto
il nulla che sfiora domande
urlate contro il vuoto
ad occhi chiusi
mentre il freddo avanza
La carezza di un riparo
dietro una finestra
lascia fuori il mondo
almeno quello che non è il mio
mi sorride senza volto
Lo schiaffo della sveglia
la dissonanza
ad occhi aperti
un momento più veloce dell'ora
per aprire la via a macerie
rimestate dalla stanchezza
e dal nonsenso
Un'equilibrio spezzato
senza parole
Divisione incostante
tra la mente
e quel che ora è stupidità
Impossibile prospettiva
dei frammenti di ogni giorno
ripetute anonimamente
nel quotidiano
così lontano
Ognuna un colore
che ricordo
A quale forma di stupidità dar ragione
Ora

lunedì 29 dicembre 2008

Senza titolo (Parent Advisory)

NOTA: se ti da fastidio il linguaggio scurrile, sei offeso da opinioni che magari nn son le tue ecc.., NON leggere questo post.

Ho voglia di addormentarmi per svegliarmi in un altro momento. Tutti quanti ho sentito sull'argomento nn sanno dirmi altro che vorrei essere in un posto diverso o vorrei essere qualcuno di diverso. Io no alla fine così ci sono, e per quello che sono mi deve apprezzare chi sta con me. Le persone non si cambiano.

Posso sopravvivere a una situazione di merda, anche quando sembra che la palata che ha dato il calcio d'inizio e ti ha fatto assaggiare "la dolce amarezza" non è che lo scalino più alto di una discesa. Per sopravvivere in mezzo alla tempesta degli eventi bastano le palle. E non quelle da tamarro con i jeans troppo stretti in un bar, intendo quelle in testa, quelle che hai a fronteggiare qualunque cosa arrivi con un colpo di testa e una stretta di denti quando serve.
Non esistono eroi, esiste solo una persona normale.
Adesso mi vien da chiedere chi però lo sia...

Mi sono rotto i coglioni di sentire i workin' class hero dei poveri che fomentano il loro prendere di petto la vita con dei gradini della fisher-price anticaduta e una vita fiammante parcheggiata da un caso più stronzo che cieco in garage mentre la dignità sotto i panni del malcapitato coglione che rispetta tutte le regole ma soprattuto le persone di turno, finisce stuprata tra un anno e l'altro che passano di persone "per bene" che fanno la scelta giusta.
Le vostre cazzate a dirle a chi davvero sta scavando la merda di testa e non vede una via d'uscita ma ancora riesce a garantire un sorriso per le persone che gli son intorno, non per l'etichetta.

Egoisti senza spina dorsale potete andare e continuare a scavarvi le vostre fosse perchè si fa così e farvi regalare chiodi nei sorrisi per Natale quando vi serve un cazzo di martello per isolare per sempre i vostri idillii in una dolce coperta di mogano chiedete pure, è il massimo che vi sarà dato.

E' facile prendere velocità su una discesa, il concetto è ovvio direi che solo un cretino nn lo può capire ma prova ad estenderlo in una qualunque delle occasioni della vita e dimmi quanti sanno ancora riconoscere l'ovvietà.
La nonna anziana mi ripeteva spesso ridendo pensando anche alla sua infanzia poco agiata che "li surdi fann abballà la scimmia e l'orso" (i soldi fanno ballare la scimmia e l'orso, ndr) penso di aver capito un pò il ritardo il significato della frase, almeno quello che ha oggi. In un contesto dove i soldi hanno il loro significato, di un "equivalente del baratto" o meglio un risultato del lavoro per permetterti quello che con il lavoro pensi (o speri) di ottenere penso che l'allegria con cui il proverbio si accompagna abbia senso anche se forse preclude un retrogusto amaro.
Quando una persona è pre-classificata in base alla sua posizione, al suo contratto, alla sua fede nelle "buone abitudini" vox pupuli (cosa ne pensi del matrimonio, dei figli e di tutte le minchiate correlate) davvero nn riesco più a trovarci un cazzo da ridere se non che la tristezza mi avvolse ma non come miele (come diceva Guccini) più che altro come lo sporco che queste persone lasciano dietro.

Oggi il lavoro è il denominatore comune di ogni discorso, per il semplice fatto che se ne parla tanto ma nessuno lo fa. Fa parte dell'etichetta che presenti, il nome che dai al lavoro e così il nome che aveva il lavoro dei nostri genitori è stato cambiato tirando dadi a caso o facendo colloqui con deficienti: consulente, developer, project manager, project advisor, clinical associate e via dicendo per citare i primi che mi vengono in mente. E il grande sciaquone nel cesso delle posizioni di oggi potrebbe continuare per ore, la società è la stessa ma si da un nome più alto a tutto, per disprezzare intimamente (e magari anche in modo incosciente, poverini) chi non è dello stesso livello. E' no sai come è , stai parlando con un consultant, ma che vuoi io sono project...
Sono davvero stufo, che razza di imbecilli siamo io e pochi come le dita di un monco che ancora ci chiamiamo solo perchè anche se non hai un lavoro, ma cazzo sei mio amico e stare con te mi fa piacere.

L'importante è non farti troppe domande sulle cose, finchè puoi prendi.
Dimentica in fretta e non valutare le vie alternative, guarda cosa ti offre spontaneamente il mercato
Ricordati che è giusto pensare che il parere degli altri conta più del tuo (soprattutto se son loro a vivere nella tua testa)
Guarda sempre e solo con gli occhi
Non accettare nessuna forma di critica
Non urlare mai quello che ti passa per la testa in una piazza di bestemmiatori del tuo Io
Quello che può sembrare un egoismo del cazzo, è solo un momento di crescita e serve perchè tanto prima o poi tutti ci passano
Non chiederti come ti senti, chiedi come dovresti
Ridi a tutte le loro battute
Vergognati ogniqualvolta le cose non sono all'altezza delle aspettative dell'esterno
Ricordati che un problema che non fa parte della tua vita, deve entrarci.
Se non funziona così, ingigantiscilo
Quando le persone ascoltano, ignorale
Accetta solo soluzioni preconfezionate, con gli strumenti per ottenerle c'è il rischio di graffiarsi
Dormi tanto
Passa anni per scegliere delle piastrelle
Il vincente è vincente solo se il mondo esterno lo riconosce come tale
Se è un tagliagole scavalca-ostacoli, meglio
Aspetta che il terreno sotto di te sia marmo, a quel punto fai pure il primo passo
Non pensare che la felicità esista, almeno se non si raggiunge il format
L'unica forma di realtà è quella materiale
Fai si che il processo diventi inconscio, è molto più facile
Torna al punto 1

Prendi e nega tutto, e ci ritrovi una bella faccia di cazzo
la mia.

Per oggi direi che acido ne ho buttato abbastanza.

domenica 28 dicembre 2008

... Citazione Delicata

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Scrivere, per esempio. "La notte è stellata,

e tremano, azzurri, gli astri in lontananza".

E il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.

In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia.

L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo.

Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa.

Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza di lei.

E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato.

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.

La notte è stellata e lei non è con me.

Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta.

Lontano.

La mia anima non si rassegna d'averla persa.

Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.

Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.

Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi.

Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.

La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.

D'un altro. Sarà d'un altro. Come prima dei miei baci.

La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Ormai non l'amo più, è vero, ma forse l'amo ancora.

E' così breve l'amore e così lungo l'oblio.

E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,

la mia anima non si rassegna d'averla persa.

Benchè questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,

e questi gli ultimi versi che io le scrivo.


Pablo Neruda, Venti poesie d'amore e una canzone disperata

sabato 27 dicembre 2008

...big brother is watching you (cit)

...
I understand HOW, I don't understand WHY.
...
Winston Smith in 1984, George Orwell

giovedì 25 dicembre 2008

Buon Natale

Il calore di una stanza
I colori intorno ad un albero
I sapori che si alternano
Le voci che si mischiano in coro

Un pò di nebbia fuori
e la condensa sui vetri
non ci si può sbagliare sul momento:

Buon Natale a tutti !

mercoledì 24 dicembre 2008

2:13

Quando arrivo alla scrivania
che son davvero cotto
eppure ancora a letto nn ci voglio andare
Quando in giro la macchina va da sola
nonostante le condizioni siano l'antitesi
di una giornata di primavera
Quando nella nebbia perdi i fari ogni pochi
istanti per muoverti in una specie di continuum
calmo nel sapere dove porta la strada
Quando gli occhi mi si chiudevano per il sonno
eppure continuavo ad andare
ogni volta che il viaggio non è più un discorso chilometrico
ma di voglia di raggiungere qualcosa di nuovo
Quando ogni istante era una voglia di raggiungere
chi conosce meglio la parte più nascosta di me
Quando giri la chiave per uscire da una stanza
e di colpo è l'ultima volta che lo farai
Quando la nebbia fuori prova invidia
per quella che gonfia dietro le pupille
Quando è davvero tardi ma nn riuscirei a dormire
senza ascoltare per un attimo
almeno una porzione
nella coda dei pensieri
Quando è davvero tardi ed è il momento di andarsene
a letto, in generale è passato

Buonanotte

mercoledì 17 dicembre 2008

OOS

Un momento da
odi et amo
il sapore di un buon ricordo
l'odore acre di qualcosa
ormai bruciato
e l'osmosi
con cui la ragione
si confonde
con la sua controparte

un problema di mancanza
Della "classe"
non della sua istanza
una mancanza di approdo
all'astrazione che nella accezione
reale materializza l'idea
per esporne il contenuto

perchè non posso baciare
un paradigma
posso amare chi
lo implementa

un'altra testata sul foglio
un insieme di scatole cinesi
ricorsive
nel cercare tempo
quel tipo di tempo
quel tempo stesso

un dramma pre-dichiarazione

Object-oriented sentimental

mercoledì 3 dicembre 2008

...Altro che una valvola di sfogo

Odio i burst emozionali.
mi fanno davvero incazzare quei momenti quando per tutto il giorno hai una specie di peso sullo stomaco, le idee si mescolano e malgrado tenti di concentrarti dalla lettura di un manuale alle quattro cazzate nella pausa pranzo vivi nella nebbia, tutta nella tua testa.
La sensazione è nota, ci ho fatto il callo li chiamo i burst emozionali.
E' come se tutta la voglia di scrivere e tutte le cose che vorrei far uscire si accumulassero per poter "uscire meglio". Quello che mi fa uscire di testa è ma perchè si devono accumulare esattamente come una specie di fiera dell'epilessia dove di colpo le scariche diventano così veloci che tra un pensiero e l'altro cominci a perdere il filo da solo e nn c'è verso di buttarle fuori tutte di riuscire a scriverle in tempo.
E così ricominciano a girare, nella testa pronte per un altro piccolo riaccumulo.
Che siano idee, che siano emozioni che sian le cose che nn vanno giù o solo il pranzo di oggi che è stato impegnativo mi innervosisce la sensazione del nodo allo stomaco per poi già sapere che l'attimo in cui cercano una via di uscita è nella fila mentre torni a casa, in una delle milioni di occasioni in cui comunque, e questa penso sia la cazzata più grande, non le si scrive perchè nn è il momento.
Credo di avere una chiara idea di cosa volesse dire "Carpe diem"... qualcosa di freddo nn ha mai lo stesso sapore, semmai la riempio solo di minchiate.

Anche se mi fa saltare i nervi è pur sempre vero che è una delle cose che amo davvero.

La cosa ridicola è che per descriver qualcosa che nn si è riuscito a scrivere
son finito a scrivere lo stesso

ahhhhhh
buonanotte