Nullum magnum ingenium sine mixtura dementiae fuit. (da De Tranquillitate animi), Lucio Anneo Seneca



martedì 30 dicembre 2008

Vorrei saper che titolo dare

Le cose che potevano andar bene
e gli scalini smussati
Quando zoppico dopo una pietra
quelle che non lo sono
Le cose finite
il limbo che assorbe il resto
il nulla che sfiora domande
urlate contro il vuoto
ad occhi chiusi
mentre il freddo avanza
La carezza di un riparo
dietro una finestra
lascia fuori il mondo
almeno quello che non è il mio
mi sorride senza volto
Lo schiaffo della sveglia
la dissonanza
ad occhi aperti
un momento più veloce dell'ora
per aprire la via a macerie
rimestate dalla stanchezza
e dal nonsenso
Un'equilibrio spezzato
senza parole
Divisione incostante
tra la mente
e quel che ora è stupidità
Impossibile prospettiva
dei frammenti di ogni giorno
ripetute anonimamente
nel quotidiano
così lontano
Ognuna un colore
che ricordo
A quale forma di stupidità dar ragione
Ora

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