Nullum magnum ingenium sine mixtura dementiae fuit. (da De Tranquillitate animi), Lucio Anneo Seneca



sabato 31 maggio 2008

Sabato nuvolo

Anche se son le quattro di mattina
da qualche parte almeno
continuo a saltare
da un tasto all'altro
mentre le note palpitano piano
seguendo il tuo respiro
una dinamica dettata dai sorrisi
e dal trepidio
di candele che avvolgono
quest'angolo vicino alla finestra

Continuo aspettando il prossimo sorriso
piano
pianissimo
sfiorando le corde
e con una mano i tuoi capelli

Una sincope
nel tuo ruotare
prima di svegliarti

Un bacio che rinforza
un assolo
senza fretta

Senza tempo
di una sera

Solo profumo
della tua pelle
di una serata di pioggia

Della luce che filtra
nel calare le nuvole aperte
inseguendo l'orizzonte
sulle tue spalle
insieme alle mie labbra
e il buio si popola delle luci
di ogni nota
che riempie la stanza

E continua
incalzare in crescendo
nell'aria che vibra
del profumo
di istanti in successione

Mi allontano mentre ancora
qualcosa risuona
e mi avvicino

Unisono

Buonanotte

mercoledì 28 maggio 2008

Excerpt 290508

Where were you when I was burned and broken
While the days slipped by from my window watching
Where were you when I was hurt and I was helpless
Because the things you say and the things you do surround me
While you were hanging yourself on someone else's words
Dying to believe in what you heard
I was staring straight into the shining sun

Lost in thought and lost in time
While the seeds of life
and the seeds of change were planted
Outside the rain fell dark and slow
While I pondered on this dangerous
but irresistible pastime
I took a heavenly ride through our silence
I knew the moment had arrived
For killing the past and coming back to life

I took a heavenly ride through our silence
I knew the waiting had begun
And headed straight . . . into the shining sun

"Coming back to life" - David Gilmour - The division Bell, Pink Floyd 1994 EMI/Columbia Records

martedì 27 maggio 2008

Sapore

Mi piace il tuo profumo
L'aria che muove piano le tende
avvicina il tocco
all'occhio
e continuo a giocare
con i tuoi capelli,
sfiorando le tue mani
Non è una questione di bellezza
nel tempo non mi servono occhi
non è una questione di abito
fare l'amore è un assaggio
senza maschera
gioco
di ciò che gli altri non possono gustare
una questione di sapore
Ti ritrovo
a cercarmi nel buio
e stringermi
Comincio a sognare
E sono sveglio

Buonanotte

domenica 25 maggio 2008

Bellezza nascosta dal dolore

Un vuoto che riemerge per risucchiare
Non mi permette di comprendere
E di raccontare
Sogni di plastica infranti nella mente
Esplodere sangue
che rifugge per evacuare il veleno
La bellezza del perduto neanche immaginato
Confezionato nell’artificialità
Il lungo sapore di un incubo
Che impasta la bocca
e la mente
Nel disordine della follia
Luride di lacrime
Versate solo dentro
dalla stoltezza di chi osa
il primo passo malgrado la via
Nelle stanze della vita
Si chiudono mura che
avvolgevano il sogno
per rivelare l’appuntito
Volto.

...pezzi di carta (piccoli)

Perchè è giusto parlare ma alla fine devo "concludere" la serata
E' importante si il tempo ma devo far accadere l'evento
Perchè è giusto tentare di essere come tutti ed è meglio non farsi troppe domande anche se le ho
Perchè sono "il deus ex-machina" dei poveri (di spirito)
Perchè porre una scelta è solo insicurezza
Perche la gentilezza è solo indecisione
Perchè una carezza non è "da uomo"
Perchè sai dire a una sconosciuta "sei carina e assomigli tanto alla mia ragazza"
Perchè avere "le palle" non è uno stato della mente

Se uno di questi ti rappresenta:
NON sei come me.

#250805-1

Mi piace la penombra
di una candela sul comodino
Un riflesso del tuo profilo proiettato
che inseguo avido
prima di raggiungerlo
con un bacio
e mi sorridi
Dormi tranquilla
una carezza per allontanare il rumore
e aspetto faccia chiaro
ascoltando il tuo silenzio
Mi piace svegliarmi
e sentire la tua mano nel buio
Mi piace fare colazione
e tu che ridi e mi arruffi i capelli
Mi piace guardarti
usando le mani
Mi piace essere sfiorato
sapendo che sei tu

Buonanotte

sabato 24 maggio 2008

02.00 am #1

Torno a casa
e ancora le persone escono
per arrabbiarsi davanti ad un volante
in un viale che sembran le 5 di pomeriggio
Persone senza sonno
Dovrei uscire di casa
vestito da paggetto
che si atteggia da ridicolo demonietto
e alla fine poi
per stare davanti al locale che dentro gente non ce ne sta più
da un po'
Tutti così sorridenti
con "le mosse" dei "vincenti"
-vorrei saper di cosa-
così riposati nella settimana per attendere le due serate
dove si apre la festa
Io son fuori tutte le sere
in cui ne ho voglia
Ho sonno
quando ne ho voglia
e quando voglio andare a letto ci vado
perchè la serata non è andata male
solo perchè son tornato prima dell'alba
Sarà che nelle mie serate mi piacciono altre cose
o sarà che come sempre sono "uno del confine"
ma qui ci sto bene
e qui resto

giovedì 22 maggio 2008

Controfase

Vorrei dormire di giorno
e nn ci riesco di notte
ondeggio al buio
e sento l'eco dei passi
con gli occhi sbarrrati
Rumori costanti che mi infastidiscono
il silenzio in cui piombo
tra tutte quelle persone
E sono stanco
anche se non spremo le mie ore
una goccia dopo l'altra
provo ad epurare il vuoto
Continuo a parlare
dentro di me
ma finisco a "tenere il muso"
se me lo chiedi
Fuori fase
anzi contro
Tra un evento e il
suo sogno

Foto e citazione


Bonmahon Beach and around...
Originally uploaded by cinghio82

Into the distance, a ribbon of black
Stretched to the point of no turning back
A flight of fancy on a windswept field
Standing alone my senses reeled
A fatal attraction holding me fast, how
Can I escape this irresistible grasp?

Can't keep my eyes
from the circling sky
Tongue-tied and twisted
Just an earth-bound misfit, I

Ice is forming on the tips of my wings
Unheeded warnings,
I thought I thought of everything
No navigator to guide my way home
Unladened, empty and turned to stone

A soul in tension that's learning to fly
Condition grounded
but determined to try
Can't keep my eyes from the circling skies
Tongue-tied and twisted
just an earth-bound misfit, I

Above the planet on a wing and a prayer,
My grubby halo, a vapour trail in the empty air,
Across the clouds I see my shadow fly
Out of the corner of my watering eye
A dream unthreatened by the morning light
Could blow this soul right through the roof of the night

There's no sensation to compare with this
Suspended animation, A state of bliss
Can't keep my mind from the circling sky
Tongue-tied and twisted just an earth-bound misfit, I

Learning to Fly - David Gilmour, Anthony Moore, Bob Ezrin, Jon Carin - Pink Floyd "A Momentary Lapse of Reason", 1987 Columbia/EMI

#220805-rev0

Mi puoi guardare
ma non mi vedi
Puoi sentire le mie parole
ma non ascoltarmi
Puoi toccarmi compresso in una folla
ma non puoi sentirmi
Mi urtano in tanti
ma nessuno mi emoziona
Quanta gente in giro
eppure qui sembra di esser solo
Posso dormire
ma non sognare

Emozionato
rapito da uno sguardo
che mi accarezza
Ti guardo con la luce spenta
ascoltando il respiro
mentre il rumore intorno scompare
E mi ascolti
anche quando non parlo
Mi guardi senza aprire gli occhi
mentre li stropicci al mattino
in un sorriso
Mi perdo nell'abbraccio
dello sguardo prima di dormire

Buonanotte

martedì 20 maggio 2008

Extrait: "II- Le Soleil"

Le long du vieux faubourg, où pendent aux masures
Les persiennes, abri des secrètes luxures,
Quand le soleil cruel frappe à traits redoublés
Sur la ville et les champs, sur les toits et les blés,
Je vais m'exercer seul à ma fantasque escrime,
Flairant dans tous les coins les hasards de la rime,
Trébuchant sur les mots comme sur les pavés,
Heurtant parfois des vers depuis long-temps rêvés.

Ce père nourricier, ennemi des chloroses,
Éveille dans les champs les vers comme les roses ;
Il fait s'évaporer les soucis vers le ciel,
Et remplit les cerveaux et les ruches de miel.
C'est lui qui rajeunit les porteurs de béquilles
Et les rend gais et doux comme des jeunes filles,
Et commande aux moissons de croître et de mûrir
Dans le cœur immortel qui toujours veut fleurir !

Quand, ainsi qu'un poète, il descend dans les villes,
Il ennoblit le sort des choses les plus viles,
Et s'introduit en roi, sans bruit et sans valets,
Dans tous les hôpitaux et dans tous les palais.

II-Le Soleil, Charles Baudelaire, Les Fleurs du mal, Prèmiere édition 1857

lunedì 19 maggio 2008

Marco Travaglio h 14.00

passaparola

Gocce di informazione libera

Un pò di spazio anche per le cose serie (ogni tanto che poi troppe mi fan male e solo perchè son tutte vere :-) Sotto trovate il post dove se la peripezia (di copia e incolla) html del sottoscritto non fallisce oggi e nei prossimi lunedì potremo seguire Marco Travaglio in diretta alle 14 come indicato sul sito di Beppe Grillo. Il contenuto è presente sul suo sito ma è possibile ridistribuirlo, per chi volesse aggiungerlo il banner che porta alla pagina relativa è sulla destra.
Anche se solo gocce, in mezzo al mare dei media "di nota impronta" grazie a Beppe e Marco.
Ciao a tutti

domenica 18 maggio 2008

Il volo

Il punto d’arrivo
non era nient’altro che l’inizio
Dove l’immaginazione terminava
Si sollevava oltre
Tenendomi stretto per non lasciarmi
Riprendere coscienza
Frammentato
parte
Di non materia
Mi fondevo

Oltrepassando il limite
della coltre che conoscevo
Sfuggendo alla mia posizione
Attraversando campi
la cui materia era vita

Caduto nel pozzo delle anime
Un contenitore vuoto
portava il mio nome

Segno per la fuga
Oltre l’arresa
Quando la disfatta
Soddisfa più
Della sconfitta

In un urlo si
Lanciò
Delicatamente stretto dal suo
respiro
Riavvicinata a me la riconobbi
Tremando
L’abbracciai
Fusi in due perfette metà

Atomi soli componevano
La nebulosa
Della mia personalità

Afferrata con tutte le forze
La protessi senza
Porre condizioni
Perché portava a nuovi orizzonti
perché riconduceva ai limbi passati

Nel sudore dello sforzo
Ora
Capii

Librato in volo
Riacquistai me stesso
Parte di un viaggio
Che nei miei occhi non conoscerà fine

Senza mai aver aperto
Le palpebre

----

Quante cose escono scavando nei cassetti :-)
Buonanotte

Extrait de la nuit

Les enfants qui s'aiment s'embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt
Mais les enfants qui s'aiment
Ne sont là pour personne
Et c'est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage, leur mépris, leurs rires et leur envie
Les enfants qui s'aiment ne sont là pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l'éblouissante clarté de leur premier amour

Jacques Prévert - Les enfants qui s'aiment, Paroles 1946

sabato 17 maggio 2008

Heap overflow

Troppe informazioni
tutte assieme
ridondande della stessa già sentita
storia
frammenti di ricordi che riemergono
contingenti
per generare rabbia
urlando dentro
senza poter uscire
nella solitudine di mille volti
felici
Esplosione di me
errore
troppe parole assieme
troppe idee parallele
troppi trend uguali
Dinamismo nella staticità
di un intorno aggressore
verso il diverso
Orrore
travestito da sorriso
mentre le risate crescono
occhi vacui svuotano la mia paura dai miei
sgretolando il mio coraggio
come le urla
Dove è finito il tuono
che interrompe tutto e mi sveglia
eppure ancora non riesco
a dormire

giovedì 15 maggio 2008

Buio nella luce

Buio nella luce
avvolge il tempo passato
Trascinato dal trascorso
attaccato al futuro
Inscindibile sogno che
avvolge e confonde
Allontanarsi all’orizzonte
Divisione di colori
Suoni sparsi
Echeggi di paura

Caduta libera di chi
sicuro poggia
Di due dimensioni
tra loro singolari

Triste visione che
nell’immaginazione tramuta
in incubo, non ammette
nemmeno dove la realtà si scinde
Diversa soluzione

Calma richiesta
da solitari viaggiatori
Fantasmi su una via
fermi ad ogni svolta
Ad attendere il viandante

Memoria, perdita
Distanza in corsa
Per chi profondo di dolore
Passato sfugge il presente
Trascinando il futuro

Vizioso e circolare
Come la condizione
Imposta

Intricato


St James' Brewery
Originally uploaded by cinghio82

Il tempo che si aggroviglia nel correre
nella speranza di non dimenticare
strada facendo
il motivo della corsa
Continuità di movimento
per apprezzare un attimo
Non serve essere fermi
per godersi ogni singolo momento
Non mi serve restare in attesa
perchè è dall'adesso vivo
le cose bene
L'istante dopo è già arrivato
se non sei ho vissuto bene quello precedente
come farà il secondo
Il fascino dell'intricato
dell'insieme che sembra un casino
delle mille immagini scomposte
che poi son solo pochi giorni
ma intensi
E mi piacciono

mercoledì 14 maggio 2008

boh...

C'è chi lo chiama il blocco dello scrittore, chi mi dice che è solo troppa stanchezza, io ogni tanto mi convinco che sia un effetto dovuto alla "contingenza temporale di effetti destabilizzanti", un modo elegante per dire che la legge di Murphy ci becca sempre e non è improbabile, prenderla in un posto scomodo soprattutto nel momento in cui una tegola, e il pane imburrato son arrivati rispettivamente in testa e sulla tovaglia.
Eppure ho qualcosa che mi infastidisce, la voglia di dire qualcosa ma senza le parole per farlo, un blocco del tempo che impedisce che si trasformino per condensare in un'idea, una delle mie follie, anche solo sporcare un pò di carta ma lasciarle uscire.
Il blocco è una maschera, ma non con l'esterno. In quel caso basta non far leggere a nessuno quello che ho scritto, lasciar cadere le parole nella stanza anche se non c'è nessuno che ascolta ma almeno stanno uscendo, è un pò come guardare un quadro al buio, sai che c'è, ne senti i bordi e se sei maldestro inciampi pure con la cornice, ma non sai quello che davvero hai davanti.
Anche un piccolissimo spiraglio di luce è qualcosa che ti permette almeno di vederne il contorno, cominciare con pochi colori magari ancora solo in bianco e nero ma cominciare a vedere che il bordo che toccavi in realtà ha quel qualcosa in più di cui avevo la sensazione.
Il blocco è una finestra serrata che non lascia passare luce.
Quello che mi scoccia è perdere le sensazioni di alcune luci, istantanee di una passeggiata tra la folla, o di un attimo ad una finestra assolata.
Comincerò a disegnare al buio, erodere le parole dal foglio nero per ricavarne tutti gli spazi bianchi. Un approccio al rovescio per non lasciare che un blocco del tempo blocca anche la possibilità di viverlo.
Per ora è un piccolo sfogo, almeno qualcosa alla fine è uscito.
E' confusionario, (a volte il titolo la dice lunga sul contenuto) però è mio.
Buonanotte

martedì 13 maggio 2008

Lights in the country


Lights in the country, originally uploaded by cinghio82.

Ho voglia di serate dove guardare fuori
e sentire sincronizzate le mie emozioni
dentro
Ho voglia di guardare senza un punto preciso
e percepire il colore della scena
leggero
Ho voglia di sentire una serata
di sentire il profumo
Di perdermi chiudendo gli occhi
in un abbraccio
Adesso ho sonno

domenica 11 maggio 2008

La dolcezza che sta raccolta

La dolcezza che sta raccolta
nella nota imperfetta
Nel suo riflesso in un vetro impallidito
dal tempo o dall’imbarazzo
davanti alla bellezza
Nel suo perdurare e
muoversi allegra
in una stanza vuota altrimenti
Uno scorcio di cielo esplorato
attraverso le macchie riflesse dal tempo
intermezzo dalla cornice al cielo

Abbozzi (a voce alta)

Torno a casa e vorrei continuare a guidare, strada che passa e l'uscita dell'autostrada che si allontana, continuare a guardare il cielo mentre il ticchettio sordo delle buche sotto le ruote scandisce il tempo. Continuare ad andare, dove non lo saprei neanche e alla fine fermarmi per un pò di vento, da sentire con la faccia.
Mi ritrovo a una scrivania, mamma quante carte :-). Ogni tanto una sigaretta, un giretto sul balcone e in lontananza passa un aereo e lo seguo nell'orizzonte.
Alla fine le carte finiscono, nn importa quante siano e torno qui, dove la carta realmente manco c'è.
E mi sento bene, e ho ancora voglia di viaggiare. Però diversa, una voglia della "leggerezza" da viaggio, della voglia di affrontarlo senza sapere dove e non per fuga, per il piacere di assaporare oltre. Qualunque uscita d'autostrada mancata per sfuggire a qualcosa che comunque ti porti dentro non cambia nulla, anzi penso che dopo un pò comincerebbe a fare "eco" mancando il contorno.
E continuo a viaggiare (anche se magari per ora solo nella mia testa), e sorridere, per quelli passati.

nota...

Mi servirebbe una penna veloce... che fermasse il tempo nell'attimo in cui balena la parola in testa e ancora prima che la dici è persa e non perchè vuota, solo perchè il fiume in piena che la travolge è reale.
Così veloce da scrivere i pensieri che si accumulano in costante mentre guido di notte, sobbalzo su un metrò o fisso un definitissimo punto nel vuoto mentre l'intorno scorre.
Qualcosa di così veloce da non perdere neanche una lettera dell'idea
per lasciare uscire
per non alzare muri
Vorrei averla per lasciarla a volte nel cassetto
perchè ci sono cose che comunque amo nel loro solo esistere. Un vero live. Un giro solo
Però ogni tanto mi farebbe comodo

venerdì 9 maggio 2008

Corridoi

I corridoi vuoti
un cielo cristallino che accoglie un tramonto
le luci che si spengono per lasciare spazio alla notte
una scrivania
e tre pc accesi
ancora al lavoro
e io che batto tasti
Silenzio surreale
i tavolini vuoti
le macchinette pure (almeno mi lasciavate un'aranciata :-)
comincio ad avere fame
mi sa fra una mezzora si va a casa
eppure mi piace quest'ambiente fuori contesto
la visione nuova delle cose
adesso è bene andare a cercare un treno
Buona serata a tutti
.

Beta version...

E' strano rileggere cose di anni fa anche se mie, è un pò come attraversare le fasi temporali di una "beta version" delle emozioni a cui però non si sostituisce la delusione della disillusione ove accaduta, ma piuttosto una capacità di assaporare con consapevolezza, un non innamorarsi del nome della scatola e manco della confezione, una voglia di scartare il regalo per viverne l'emozione del riceverlo, la voglia di goderne del contenuto.
come passare dal pubblico al palco
Lo show lo voglio vivere e non voglio nessuno che lo viva per me. Voglio le mie emozioni non quelle dalla scatola nera per trascorrere le mie serate, sempre diverse ma anche più profonde.
La stessa sensazione della prima volta che tocchi il fuoco, all'inizio non sai di bruciarti con così tanta energia in qualcosa che ti attira col suo bagliore. Mi ci scotto il dito e lo allontano ma da quell'istante in poi imparo a riconoscere la sensazione di calore, e goderne.
E così rileggo e ripasso le emozioni, quando finisce in due risate per l'ingenuità che ero in grado di mettere nelle cose, quanta ancora oggi.
Il tempo come beta version in continua evoluzione, senza arrivare mai alla perfezione ma quanto son belle le continue imperfezioni che mi fanno piangere su un errore ma anche guardarlo come qualcosa che spero di non rifare. Quanto mi piace ricadere, nelle mie emozioni da qualunque angolo le guardi e rifare alcuni "errori" perchè magari fuori dagli schemi attuali, ma sono così.

giovedì 8 maggio 2008

Un nuovo giorno (...di anni fa)

Un nuovo giorno che
assomiglia al vecchio
nelle stesse luci della mia
stanza alloco nomi
diversi ai paesaggi circostanti
Sempre uguali,
le medesime solitudini
Lo stesso vuoto che inghiotte
attaccando un'armatura che copre
una ferita calda
La stessa foschia ove
il mio urlo invoca l'uscita
nel mare che attraverso
dove non ho rotta seguendo la costa
per perdermi nell'infinito
Mentre il pianto del guerriero
erode entro il mio sguardo
sento l'eco delle lacrime
in una casa vuota.

Artefatto

Artefatto come il vento che sfiora una vecchia idea persa in una nota
Per scaldare nel suo freddo procedere il ghiaccio capace di avvolgere
La più intestina delle idee
La voglia di perdere il ricordo
Artefatto senza regole se non l’estetismo del segno di una forma ben trascorsa, ben avvista nella nebbia che offuscava la vista, forse solo pioggia lungo i vetri del giorno passato, nel girare ed andarsene.
Quando la musica smarrisce significato perdendosi nel silenzio della testa, attorniato da leggeri soffi nell’urlo del tuono mentre il crescendo del silenzio grida dietro lo specchio.
Senza posizione bradipante nella caduta al suolo mentre la foschia avanza
Senza nome
Finto come l’immagine nata senza un presupposto nell’universo di piccole sfere animate senza definizioni mentre il nome risuona nella caduta di ogni singola goccia di tempo distrutta ed allungata mentre attende di frangere il bordo per divenire pozza di passato.
Ormai lontano irraggiungibile forse sfocato
Procedendo in circolo
Mentre ancora fuori piove
Artefatto il tempo
Osservato vivere
Osservato
Forse un’illusione
Vissuta

Buon Compleanno VIII :-)

Ho un amico che
più invecchia
più diventa giovane,
al contrario degli altri
Perchè gli anni non diventano una crosta
che ti fa indurire
ma esperienza di "tempo"
che insegna ad assaporare
e distinguere le sfumature
e lui le sa apprezzare
Il mio 8-amico ed io
amiamo assaporare le cose
a volte anche la vodka
Dividiamo le notti in giro
tra studi e studio
Non facciamo proprio 8
anzi al massimo un 48
se ci metti assieme a una festa
eppure anche chi non ci sopporta
si ricorda del duo vicino alla scorta (delle cibarie, ndr)
Il mio amico 8 ha fascino
perchè sa parlare con le persone
e non perchè gli racconta
le favolette che ti insegnano,
si ferma ad ascoltarle
Il mio amico è un 8
anche perchè è nato oggi che è l'otto
e si chiama anche otto.
Ed io che "non son numerico"
son contento di avere un 8-amico
Buon compleanno Otty

lunedì 5 maggio 2008

Anachronism (in tutti i sensi :-)

Inoltratomi nell’immateriale via ho percepito un rumore nel muro che mi avvolgeva.
Stava camminando anch’esso, ma ad una velocità maggiore della mia. Sorpassato dallo scorrere dei limiti dell’esistenza in diacronia proseguivo il mio cammino senza però poter più afferrare il binomio che mi legava a quel luogo, unico visitabile mentre le porte si chiudevano ed io non ero ancora passato. Trovarmi poi all’inizio di un nuovo corridoio senza aver oltrepassato l’attuale sala, senza aver respirato oltre la soglia.
Passarono molte soglie non attraversate, per ognuna di esse una ferita ed una crescita ma anche una lacrima celata nel sorriso di chi vuole proseguire il cammino.
Fermo, davanti all’unica opera che non riconobbi versai l’ultima, eppure uno specchio d’infinito si mostrava a me senza alcuna definita fine.
Nascondeva un’ombra, quello specchio, che si affiancò nel mio primo passo come con me nel corridoio.
Fermo, smise di scorrere il muro ed una soglia si alzò alle mie spalle.
Per ogni respiro, un sincronismo muove ora due corpi.
Non vedo la prossima soglia ma porto ancora le lacrime delle passate.
Eppure cammino fianco all’irreale.
Curioso di attraversare la prossima sala.
E di vedere la mia energia nascosta nell’ombra

Cristallizzare un ricordo

Ricordi che cristallizzano
forme di tempo
ferme nella sabbia
Camminando sul bagnasciuga
Tropici in mezzo alla nebbia
il suono dell'oceano
che sostituisce la pioggia
Sculture di vita
trascorsa
battute dal vento
erose
E cammino
portandone il rispetto
dell'istante generatore
nel preservarne il colore
la sensazione
non cambiare una realtà accaduta
nell'incolore materia
che riflette spiaggia e orizzonte
Un'onda che frantuma
restano i cocci
non saranno mai più gli stessi
ma saranno stati
Un raggio di sole
scioglie ghiaccio
un'onda
livella la sabbia
Dopo ogni passo
un frammento dell'istante
si deposita
Equilibrio dinamico
di non materia
tempo ed energia
Mi giro
e le statue son già diverse
Sorrido
Eccolo li

Excerpt...

[...]

I have kissed honey lips
Felt the healing in her fingertips
It burned like fire
This burning desire
I have spoke with the tongue of angels
I have held the hand of a devil
It was warm in the night
I was cold as a stone
But I still haven't found
what I'm looking for
But I still haven't found
what I'm looking for

I believe in the Kingdom Come
Then all the colours will bleed into one
But yes I'm still running
You broke the bonds
You loosed the chains
You carried the cross
And my shame
And my shame
You know I believe it
But I still haven't found
What I'm looking for

[...]

"I Still Haven't Found What I'm Looking For"- Music by U2, lyrics by Bono - U2 "The Joshua Tree", 1987 Island

venerdì 2 maggio 2008

Cantilena

ci son le cose belle
e quelle cattive
quelle che alimentano
la speranza
quella che la negano
e gli sbattono la porta in faccia
ci sono i momenti
che trasudano memoria
quelle che ne scrivono di nuove
ci sono le cose che ci portano indietro
quelle che dicono no
quelle che aspettano il nuovo
quelle di pazienza
quelle che si ammucchiano
come ammucchia il tempo

giovedì 1 maggio 2008

Rimescolando carte: Life #1

L’ho assaporata
Ancor prima che sfiorasse
le labbra
Dolcissimo veleno
del cui volevo infettare il
mio corpo per
purificarlo e ritrovarla
vita
Mancato attracco
una notte troppo limpida
che
non rivela
un cielo
tempestoso

Museo (qualche anno fa...)

Ci sono parole che andrebbero dette ogni volta che sfiorano l’intelletto od il cuore mentre tendiamo a dire quando ormai non servono più. È difficile “cogliere l’attimo” e così sentimenti che appartengono alle medesime stagioni arrivano però durante un momento di pausa e non afferrano lo scorrere del loro corso.
Ci vuole coraggio, ma soprattutto situazioni, per afferrare tali stagioni.
Il tempo per noi non è un determinato fattore, quello lo è per chi non vive. Nel susseguirsi della sua regolare imperfezione capisco il perché ed il significato di tali parole. Tela tessa priva di “continum”, rallentata nell’attimo che vede scorrere il pensiero e mutata velatamente al cambio di posizione su di essa nel ricordo.
Stiamo camminando in un corridoio i cui tappeti sono tempo, i quadri alle nostre spalle immagini dell’ego, gli arazzi vita. Non ne vediamo fine, ma se ci fermiamo a riflettere su un’opera che ci attira dobbiamo ben guardarci dal non tornare indietro, se non con lo sguardo e non increspare il tappeto.
Il padrone di casa si arrabbierebbe, perché sfideremmo la sottile linea che separa il corridoio tra sogno e realtà.
Perché solo nel sogno può mutare l’immutabile, o negli occhi da sveglio di un poeta.
Di quel corridoio non vedo fine, e non voglio vederne.
Ma se nel passeggiare lungo l’inviluppo dell’anima troverò porte, che ne separeranno vari; quando nell’accorgersi che il passo affatica perché il tappeto non lo permette, mutato di densità; voglio essere certo o almeno speranzoso di aver dato titolo a tutte le opere.
Affinché le mie parole non si perdano dentro me
Ma raggiungano la causa della loro esistenza
Perché se amare, è una porta che divide un corridoio da un altro, fieramente non deve esistere rinnego, ma quando questo accadrà ogni respiro dovrà portare il nome e il sentimento per chi genera quella diversa sala.
Cosicché nel mio museo dell’anima possa correre e se necessario chiudere porte, per fermarmi a riflettere poggiando le spalle al corridoio chiuso e percependone il dolore.
Con la consapevolezza di aver dato significato all’unica fisicità di questa vita:
l’immateriale corridoio.