Nullum magnum ingenium sine mixtura dementiae fuit. (da De Tranquillitate animi), Lucio Anneo Seneca



lunedì 5 maggio 2008

Anachronism (in tutti i sensi :-)

Inoltratomi nell’immateriale via ho percepito un rumore nel muro che mi avvolgeva.
Stava camminando anch’esso, ma ad una velocità maggiore della mia. Sorpassato dallo scorrere dei limiti dell’esistenza in diacronia proseguivo il mio cammino senza però poter più afferrare il binomio che mi legava a quel luogo, unico visitabile mentre le porte si chiudevano ed io non ero ancora passato. Trovarmi poi all’inizio di un nuovo corridoio senza aver oltrepassato l’attuale sala, senza aver respirato oltre la soglia.
Passarono molte soglie non attraversate, per ognuna di esse una ferita ed una crescita ma anche una lacrima celata nel sorriso di chi vuole proseguire il cammino.
Fermo, davanti all’unica opera che non riconobbi versai l’ultima, eppure uno specchio d’infinito si mostrava a me senza alcuna definita fine.
Nascondeva un’ombra, quello specchio, che si affiancò nel mio primo passo come con me nel corridoio.
Fermo, smise di scorrere il muro ed una soglia si alzò alle mie spalle.
Per ogni respiro, un sincronismo muove ora due corpi.
Non vedo la prossima soglia ma porto ancora le lacrime delle passate.
Eppure cammino fianco all’irreale.
Curioso di attraversare la prossima sala.
E di vedere la mia energia nascosta nell’ombra

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