Nullum magnum ingenium sine mixtura dementiae fuit. (da De Tranquillitate animi), Lucio Anneo Seneca



domenica 13 aprile 2008

Terzo

Non sono pronto per piangere
non ancora
non finchè non avrò rivissuto
ogni sorriso
realizzato ogni raggio
del buio che avvolge il mio sonno

Non sono pronto per piangere
solo perchè richiesto
un posticcio lutto
da peripatetica

Non sono pronto per piangere
anche se lo sguardo
tracima vuoto
mentre penso in silenzio

Non mi servono lacrime
per provare dolore
Anche se a volte cadono

Ogni deja vu
un proiettile sagittale
tra la razio e il ricordo

Non sono pronto
a non disconnettere la realtà
per permi nella fittizia mensa
della paranoia

Non sono pronto per
sincronizzarmi
a un tempo che scorre
in un groove non mio

Vorrei lasciar scappare le lacrime
per trascinarsi dietro l'angoscia
Troppo facile
un quadretto ideale
ma non mi contiene

Da qualche parte le voglio ancora
anche se dolore contengono ancora tempo

Cerco di capire
qualcosa che non ha motivo
la parte stupida
o solo debole

Cerco di rinsavire
di capire dove delinea il confine
l'immagine fittizia
l'unica realizzazione
è quella che sta avvenendo

Ripercorro la coscienza
per assaporarne tutto il dolore
"rielaborare"

e ricomincia da capo

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