I posti non dimenticano; anche quando ci passi di sfuggita quando ti sembra che l'essere nella coda a 110dB dei clacson ti possa isolare da te stesso.
Sono stanco da farmi schifo, sono in coda perchè oggi ho già fatto troppi giri ma alla fine non ci scappi... ti basta essere "in zona" per risvegliare i sensi come uno di quei clown a molla nelle scatole.
Un passaggio di notte mentre cerchi di tornare a casa e tiri dritto alla via percorsa mille volte, incarti una lacrima con un sorriso aspettando il prossimo verde, che arrivi presto perchè è l'asfalto dei luoghi che ti parla, i lampioni, le case con le luci dietro alle tapparelle, l'umidità che si accumula sui vetri, probabilmente solo io.
Sarà anche vero che il cielo è sempre lo stesso ma non è la stessa cosa quello che sta sotto.
Non è mai lo stesso tempo
Non saranno gli stessi occhi
E ci penso mentre il sonno ormai è passato. Mentre intorno impera il disordine, di una casa piena magari di cartacce, magari fossero quelle il disordine che la abitano.
Paesaggi di un bel ricordo, ma quale è il reale adesso?
Quante volte ci giochi con delle chiavi che sai esattamente che porte aprono ma sono in un cassetto.
Come si fa a dimenticare la luce che filtra dalle tapparelle tirate giù ancora prima che faccia buio perchè un giorno sei arrivato a casa presto?
Il pavimento di un balcone, quante chiacchere di due assonnati semivestiti nei pigiami più improbabili, eppure bellissimi.
Quante parole che non puoi raccontare. Si accumulano, come le cartacce per la stanza.
Con la differenza che le ami.
Dov'è il sonno quando torno a casa mentre qualcuno comincia ad uscire per la nuova giornata, se ai miei sogni posso rimboccare le coperte.
Andare in altalena, anche se ormai è da un pezzo che non ci sto più ma sentire il vento e perdermi in uno sguardo, andare a vedere le papere al laghetto anche se gli animali è ormai comprovato non mi apprezzano e anche i pennuti mi puntano.
Perdersi nella goccia che segna il tempo nella notte e che divide la lucidità dal sonno
riordinando tempo, ma forse è lui che per ora non vuole.
venerdì 4 aprile 2008
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