... appunti (magari anche già presi), in qualche tovagliolino oppure qui:
Se c'è una cosa che mi fa strano, è la sensazione del tempo soprattutto quando rapportata ai pensieri che in quel momento ti passan per la testa. E' assurdo come ci siano cose che riescono ad essere contemporaneamente un'avvenimento dietro l'angolo eppure sentire il tempo che divide l'evento da oggi come inesorabilmente lungo. Dapprima l'unica spiegazione che davo è che il mio tempo è fitto di eventi e quindi anche una settimana, da borderline, potrebbe essere un mese da "normale", eppure ci vedo qualcosa di più.
Alla fine lo stronzo, il tempo sempre, non solo ci gioca a tirarti lievemente e non per le tue parti più intime mentre cerchi di gestirlo (almeno in apparenza, almeno nel rapporto con i tuoi pensieri) ma gioca di scivolate tipo il coccodrillo matto di quando eravam piccoli (ndr: il coccodrillo matto o come cavolo si chiamava era uno scivolo saponato degli anni 80 dove dopo esserti schiantato contro questo strato di pvc sull'erba, finivi in un canotto a forma di coccodrillo).
Uno scivolo veloce, dove di colpo ti ritrovi ad un evento che sembrava lontanissimo quasi senza renderti conto di cosa è accaduto nel mentre, e poi cadi nella bacinella del coccodrillo dove poche ore ti sembrano davvero durare un eternità.
Penso che solo nel sentirlo così e viverne questa essenza da "slime continuo" riesco ad immaginare il tempo ultimamente; alla fine senti parlare in molti corsi di fisica del concetto del continuum e dell'immaginare tempo e spazio come una rete "flessibile" come un qualcosa di quadridimensionale dove la distanza tra due punti e il tempo che ci metti per percorrerle non è un concetto assoluto ma dipende dalla via che scegli in questa specie di superdimensione increspata.
E' questo l'effetto coccodrillo matto di cui parlo e penso di aver intuito per la prima volta, almeno da lontano il significato di tutto quello che avevo letto su pochi libri solo quando ho legato il tempo, e i miei pensieri e un gioco da giardino anni 80 eppure in alcuni frangenti, spiega bene quel che voglio dire.
Ci sono quelle porzioni di tempo che vivi alla velocità stessa del pensiero, eppure nel ricordo possono arrivare ad impegnarti giorni possono esser così lontane eppure occupare ancora tempo reale, tempo dell'ora, ed esser volate così veloce da esser appena percepite nell'attimo in cui le hai vissute.
Poi arriva quel tempo che è durato effettivamente molto, ne ho percepito ogni singolo secondo eppure riesce a trovare il "buco nero di turno" lungo la sua strada e non solo perdersi in qualcosa che è poco più di una frazione di pensiero, ma sparire proprio. Un tempo che si perde, non che è stato perso ma che si perde nella via per raggiungere il pensiero.
E alla fine anche l'accumulo, di tempi (passati) e pensieri, consuma altro tempo, è un cane che si morde la coda solo che questo non saprei come definirlo: potrei dire il tempo che il buco nero se lo sta creando, in quanto occupa qualcosa di futuro ma non si occupa per davvero di passato.
Bah.
Per ora direi che è solo tempo di andare a letto, che anche per oggi la mia dose di minchiate l'ho sparata.
Buonanotte
domenica 26 ottobre 2008
...Tempo e pensieri
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4 commenti:
gioco del coccodrillo saponato? Grazie :D
ma si il coccodrillo matto o come si chiamava era uno scivolo di plastica da mettere per terra e saponare che finiva in un coccodrillone di gomma con dietro una piscinetta... il gioco era lanciarsi e tentare il miglior trauma cranico saltando in bocca al coccodrillo ;-) scherzi a parte
Ho cercato in google ma solo tracce... deve esser proprio vecchiotto.
ciao
Si scusa, blogger mi si è mangiato mezza frase. Il punto era, ti ricordi con precisione come si chiamava quello scivolo con il coccodrillo? Ma mi pare di capire che neanche tu lo ricordi :)
eh nn riesco a ricordarlo ma se un giorno mi viene in mente faccio un post solo per lui ;-)
ciao
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