Di tutte le cose che vorrei scrivere, alla fine ci son i giorni in cui non ne scrivo nessuna. Eppure ci sono, pensieri ossessivi qualcosa che mi porta dalla felicità al suo antipode in meno di un respiro, non ha ancora un colore, non ne so definire la forma. Lo posso toccare, solo indirettamente, una rete che invischia la mente; la zavorra del tempo, o di un disegno di esso.
Piccoli agguati, stoccate d'autore nell'attimo in cui diventa flebile l'interfaccia tra il sogno e il reale, dal flashback all'incubo il passo è debole ma soprattutto la capacità di distinguere mentre le emozioni continuano in un climax altalenante.
Probabilmente è un problema di indexing, di riordinare scaffali che però sembran davvero a migliaia; mel mentre che spolveri un libro è facile si apra e un'occhiata parte da sola, e basta un appunto in una copertina a rifar partire l'indice da capo.
E' una briglia multistrato che si deposita per rallentare quello che dalla testa deve passare per lo stomaco, lo voglio sentire il colpo dell'idea, l'odore, il surrogato all'acido nei muscoli dopo uno sforzo. Voglio sentirla a pelle per poterla lavare via.
Voglio un solvente per la pece del vuoto che imbratta gli stessi untori che se lo trascinano dietro,
e una spugna.
Una frazione di secondo
E mi torna il sorriso
son così
anche se qualcosa fa male
ora
può essere un bifronte
per quello che ancora non vedo
Buonanotte
sabato 18 ottobre 2008
01:10 am
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)



Nessun commento:
Posta un commento