Nullum magnum ingenium sine mixtura dementiae fuit. (da De Tranquillitate animi), Lucio Anneo Seneca



mercoledì 11 giugno 2008

XI, oggi

Sonetto XI

Ho fame della tua bocca, della tua voce, dei tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.

Sono affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.

Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell'aitante volto,
voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia

e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratùe


Pablo Neruda - Cento Sonetti d'Amore, 1960

00:31

Ho voglia di perdermi
come note nelle luci
Avvolte nella notte
scivolando lento
nelle vie vuote

Percorrere
in espansione
centripeto all'emozione
per rendermi conto
di non essermi mai mosso

Voglia di perdermi
nelle mie sensazioni
echi ravvicinati
di immagini senza nomi
inseguendo sull'acqua
i riflessi del vento

Voglia di lasciar andare
lasciar aperta qualunque porta
sentire
di nuovo

Immergermi nella nebbia
delle parole attorno
conscio di vederci
sfiorando
delicato silenzio
esclude il rumore

lunedì 9 giugno 2008

Ci impegniamo ad accogliere con amore i figli che Dio vorrà donarci e a educarli secondo la Parola di Cristo e l'insegnamento della Chiesa...[³]

Nella formula del matrimonio si parla di accogliere i figli che Dio vorrà donare... non è presente nè il numero, nè l'obbligo di questo dono da parte del Padreterno ma soprattutto il requisito fondamentale per la coppia, della fertilità, pena il divieto.
Eppure apro il giornale e subito dopo un titolo autoesplicativo[¹] leggo:

" Si sono sposati con rito civile in un'ospedale romano un giovane paraplegico e la fidanzata cui il vescovo di Viterbo, Lorenzo Chiarinelli, come sostengono i familiari, ha negato il matrimonio religioso per «impotenza copulativa»: un'incapacità a procreare causata da gravi lesioni riportate in un incidente stradale avvenuto circa due mesi fa."[¹]

poi continuo a scorrere incredulo dell'accaduto fino a quando trovo parte della risposta della Curia riportata dal giornalista:

"L'amarezza per il modo inadeguato e pretestuoso in cui è stata presentata la vicenda - conclude la nota della Curia - non fa che aumentare la solidarietà affettuosa per chi è in sofferenza e ricordare che "la verità vi farà liberi"" [¹]


Risultato: basito
Il giorno dopo un commento[²], sul corriere approfondisce la vicenda aggiungendo altre parti della risposta ottenuta dalla curia: "La sua risposta, ha scritto Arnaldo Sassi sul Messaggero, è stata «non possumus », senza tanti giri di parole, perché non è certa, da parte di lui, la capacità di procreare. «Impotenza copulativa »."

Impotenza copulativa? Perchè vengono per caso "testati" tutti prima segretamente? ah no, quello non si può perchè è una azione che non coglie le responsabilità del matrimonio e la sacralità nell'unione delle due persone, è legata solo al fatto che si vogliano bene ma questo non basta per sfuggire alla discriminazione di "peccato".

Pertanto quindi ci dobbiamo aspettare una "preselezione", il casting da matrimonio dopo il corso "essenziale" per "preparare la coppia" (senza però parlare con persone che una famiglia ce l'hanno per davvero, una specie di manuale da ipse dixit) e ottenere il famigerato attestato di partecipazione.
E chi viene escluso? E allora domando io alla stessa Curia che ha imposto il divieto se tutto è "divino" dove sono le ragioni allora per impedire a due persone credenti di unirsi in qualcosa per loro importante?

Quindi anche gli sterili, purchè lo sappiano prima del "si", le coppie non sterili ma incapaci di procreare o semplicemente le persone che non possono avere figli per motivi di salute correlati devono essere esclusi dal matrimonio?

Tra l'altro a questo punto viene lecita la domanda perchè la chiesa non ammette (anzi si è più di una volta opposta...) a una "selezione prenatale" in modo che le famiglie cristiane generino solo persone all'altezza delle istituzioni che professa, tra cui il matrimonio. Ma anche qui dimenticate una cosa, la presenza dell'ambiente. Le persone possono cambiare dopo esser nate, come in questo caso, per una fatalità e allora? Allora scatta il divieto.
Forse una selezione di quel tipo non è bene, anche perchè nella storia è esistita ma la chiamerei allora eugenetica, la motivazione è che "intacca la dignità della vita,la sua integrità". Ma quale dignità lasciate alla vita quando due persone che decidono di stare insieme se ne vedono negare il diritto dall'istituzione in cui credono solo per fatalità, perchè inadatti, forse, all'atto riproduttivo.
Allora diventano colpevoli anche le persone che per scelta non hanno figli, anzi in questo caso è intenzionale quindi la negazione sarà d'ufficio, se dichiarato prima del matrimonio.

Mi viene ancora una volta in aiuto l'articolo di Stella da cui cito:
"«E' l'operato diabolico che ingenera, favorisce e aggrava le malattie nervose, l'isteria, l'epilessia e la follia ma, come l'acqua santa del battesimo scaccia il demonio e lo stesso elemento, spruzzato "sui frutti della terra, sulle viti e sugli alberi, sulle abitazioni dell'uomo, sulle stalle e sulle greggi" è "rimedio e soccorso contro i malefici di Satana"» scrive Paolo Sorcinelli nel libro «Il corpo e l'acqua»"

Quindi è tutto chiaro, non è quello che io comincerei a definire "razzismo fenotipico" è colpa del demonio. Di quel demonio che fa chiedere di essere riconosciuti come famiglia persone "contro natura", che poi si amino e non esiste nessun motivo percui non dovrebbero essere una buona famiglia non è importante perchè non è una valutazione, è solo una rilevazione del "diabolico operato".
E ancora quindi non ha significato quello che accade o il rispetto che le persone si portano reciprocamente, finchè non è consacrato.

Quello che mi fa rabbrividire è che in Italia, uno Stato laico, spesso si segue a ruota. Per fortuna ancora non ci sono prerequisiti o valutazioni di questo genere al rito civile, speriamo non comincino presto.

Comunque continuo a leggere, magari sono solo cattivi ricordi della versione da film ma anche nel rito del matrimonio trovo:

" prometto di esserti fedele sempre,
nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia,
e di amarti e onorarti
tutti i giorni della mia vita." [³]

E quindi? C'è un limite minimo per l'inizio di questo "rispetto"? In una visione di questo tipo probabilmente si è solo l'atto del matrimonio che rende sacrale ed effettivo il tutto, il fatto che due persone si rispettino mettendo alla prova le promesse stesse (scusate il gioco di parole) ancor prima della discesa della "Divina Benedizione" a quanto pare non è di peso per la Curia.
Pertanto qualunque cosa che accade dopo è "divina provvidenza" e va rispettata e quello che accade prima no ma le persone hanno una minima importanza in questo disegno? Il tempo che passano insieme prima non ha lo stesso valore per la mancanza di un timbro su un registro ecclesiastico?

Le keyword per la famiglia sono sempre le stesse: amore, rispetto, fedeltà... ma quante sono reali e quante sono vincoli sociali per creare strutture "controllate" nella società?

cito da wikipedia
"Una famiglia è costituita da un gruppo di persone che vivono insieme, oppure da più gruppi di persone aventi in comune la discendenza (dimostrata o stipulata) da uno stesso progenitore o progenitrice nel caso di famiglia matriarcale, da una unione legale o da una adozione. Tra i membri di una famiglia si individuano varie relazioni e gradi di parentela.

Nella cultura occidentale, una famiglia spesso è definita in modo specifico come un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei o legali, come il matrimonio o l'adozione. Molti antropologi sostengono che la nozione di "consanguineo" deve essere intesa in senso metaforico; alcuni sostengono che ci sono molte società di tipo non occidentale in cui la famiglia viene intesa attraverso concetti diversi da quelli del "sangue"."

A quanto pare, per molti casi e molte culture, ancora non è così.

Ripenso all'ultima citazione nella risposta della Curia, "la verità vi farà liberi"...
Mi viene da controbattere: "Quella di chi? e con quali mezzi raggiunta?"

Che dire, cito ancora:
"Proprio per questo, però, davanti a un episodio che ferisce due ragazzi già provati dal dolore come quei due sposini di Viterbo, uno si chiede: ma perché?"[²]

Onestamente penso che ognuno si faccia un'idea del perchè, ma che in realtà , per il quieto vivere, siano solo molti a non voler(si) rispondere.



Per le fonti complete:
[¹]"Matrimonio civile per un paraplegico dopo il no della Curia di Viterbo", Corriere della sera 7 Giugno 2008
[²]"Quando la chiesa esclude i disabili", Gian Antonio Stella, Corriere della sera 8 Giugno 2008
[³]Rito del matrimonio moderno, da Santa Melania.it

Nota: mi sento particolarmente scosso da episodi come questo pertanto qualunque strafalcione (solo grammaticale, intendiamoci) o imprecisione "in corsa" me la potete attribuire anche perchè non è mia intenzione un pezzo "di classe" ma più che altro poter esprimere lo sdegno per alcune forme di "bel pensiero" che si velano dietro le notizie e alcuni "pensieri condivisi" (non da me).

domenica 8 giugno 2008

Buonanotte...

Il tuo sorriso

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

Il tuo sorriso - Pablo Neruda

Non, eppure

Non esiste l'ora giusta
per dire quello che provi
Non esiste il "momento sbagliato"
per la persona che ami
Non esiste il giorno dopo
se non lasci vivere il mio momento adesso
Non esiste la sera sbagliata
perchè domani si lavora
Non esiste l'imbarazzo
per un abbraccio che viene da un bisogno
Non esiste il limite
per dire quanto vuoi bene
Non esiste la fretta
quando le parole che ascolto sono le tue
Non esiste la rabbia
che invade la parte migliore del mio mondo
Non esiste l'indecisione
per le cose che non devo chiedermi per sapere
.
Eppure sorrido
anche se mentre sono al telefono
ormai albeggia
Esistono le notti
passate a parlare
giocando con la luce filtrata
delle macchine che passano
Le mattine dove
al sonno preferisco un tuo sorriso
Le giornate orrende
implose in loro stesse
la mia è stupenda
e ogni secondo le allontana
e mi avvicino
Le serate in casa
anche se tutti son fermi in coda in un viale
fuori
Le mille volte in cui mi dici
qualcosa in grado di farmi arrossire
e sorridere
dentro
E mi salti al collo
poi guardi chi c'è in giro
Ogni istante che sento
come parte di Te

...quasi fuoco

Rumore assordante
luce dovunque
buio
colori
Un istante di pausa
di nuovo
Immersione nella follia
per sentirne l'odore

venerdì 6 giugno 2008

Fuori è grigio

Fuori è grigio, sto preparando la cena.
Meglio andare prima che brucio qualcosa
Una piccola citazione
Buon venerdì sera

giovedì 5 giugno 2008

Citazione della Buonanotte

Sonetto XVII

Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno

Pablo Neruda
, "Cento sonetti d'amore", 1960

Sfogo temporaneo #050608

Quanto mi da fastidio il blocco dello scrittore
soprattutto quando ti prende e non devi scrivere nulla di te
nulla di quello che pensi (almeno non intimamente :-)
o per qualcosa che ti tocchi davvero.
E' il blocco dello scrittore da "relazione di chimica"
quindi c'è il blocco, lo scrittore nn so manco quanto, e c'era la chimica oggi è qualcos'altro ma alla fine è la stessa cosa, la stessa piacevole cosa finchè non apri un foglio e cominci a buttar giù e dopo due ore sei ancora fermo all'indice. Chiaramente questo accade in maniera inversamente proporzionale al tempo che manca alla consegna.
Poi suonano al citofono, ti telefonano, fra un pò arriveranno anche i piccioni viaggiatori (la versione "culturizzata" di quelli che mi infestano il balcone) o i messaggi di fumo ad interrompermi ulteriormente.
Potessi continuare con la velocità con cui scrivo lo sfogo avrei finito.
L'avevo anticipato nel titolo, è un piccolo sfogo.

mercoledì 4 giugno 2008

A casa (tardi)

Quando torni a casa
e magari a qualcuno manca poco per svegliarsi e ricominciare
La via più rumorosa che conosca
diventa un deserto
con i suoni lontani, quasi piacevoli
dei pochi mezzi che si muovono
Quanto è bello lasciarsi cadere sul letto e chiudere gli occhi
ho voglia di sognare
anche perchè fra poche ore tocca ripartire anche a me
Buonanotte