Nullum magnum ingenium sine mixtura dementiae fuit. (da De Tranquillitate animi), Lucio Anneo Seneca



lunedì 9 giugno 2008

Ci impegniamo ad accogliere con amore i figli che Dio vorrà donarci e a educarli secondo la Parola di Cristo e l'insegnamento della Chiesa...[³]

Nella formula del matrimonio si parla di accogliere i figli che Dio vorrà donare... non è presente nè il numero, nè l'obbligo di questo dono da parte del Padreterno ma soprattutto il requisito fondamentale per la coppia, della fertilità, pena il divieto.
Eppure apro il giornale e subito dopo un titolo autoesplicativo[¹] leggo:

" Si sono sposati con rito civile in un'ospedale romano un giovane paraplegico e la fidanzata cui il vescovo di Viterbo, Lorenzo Chiarinelli, come sostengono i familiari, ha negato il matrimonio religioso per «impotenza copulativa»: un'incapacità a procreare causata da gravi lesioni riportate in un incidente stradale avvenuto circa due mesi fa."[¹]

poi continuo a scorrere incredulo dell'accaduto fino a quando trovo parte della risposta della Curia riportata dal giornalista:

"L'amarezza per il modo inadeguato e pretestuoso in cui è stata presentata la vicenda - conclude la nota della Curia - non fa che aumentare la solidarietà affettuosa per chi è in sofferenza e ricordare che "la verità vi farà liberi"" [¹]


Risultato: basito
Il giorno dopo un commento[²], sul corriere approfondisce la vicenda aggiungendo altre parti della risposta ottenuta dalla curia: "La sua risposta, ha scritto Arnaldo Sassi sul Messaggero, è stata «non possumus », senza tanti giri di parole, perché non è certa, da parte di lui, la capacità di procreare. «Impotenza copulativa »."

Impotenza copulativa? Perchè vengono per caso "testati" tutti prima segretamente? ah no, quello non si può perchè è una azione che non coglie le responsabilità del matrimonio e la sacralità nell'unione delle due persone, è legata solo al fatto che si vogliano bene ma questo non basta per sfuggire alla discriminazione di "peccato".

Pertanto quindi ci dobbiamo aspettare una "preselezione", il casting da matrimonio dopo il corso "essenziale" per "preparare la coppia" (senza però parlare con persone che una famiglia ce l'hanno per davvero, una specie di manuale da ipse dixit) e ottenere il famigerato attestato di partecipazione.
E chi viene escluso? E allora domando io alla stessa Curia che ha imposto il divieto se tutto è "divino" dove sono le ragioni allora per impedire a due persone credenti di unirsi in qualcosa per loro importante?

Quindi anche gli sterili, purchè lo sappiano prima del "si", le coppie non sterili ma incapaci di procreare o semplicemente le persone che non possono avere figli per motivi di salute correlati devono essere esclusi dal matrimonio?

Tra l'altro a questo punto viene lecita la domanda perchè la chiesa non ammette (anzi si è più di una volta opposta...) a una "selezione prenatale" in modo che le famiglie cristiane generino solo persone all'altezza delle istituzioni che professa, tra cui il matrimonio. Ma anche qui dimenticate una cosa, la presenza dell'ambiente. Le persone possono cambiare dopo esser nate, come in questo caso, per una fatalità e allora? Allora scatta il divieto.
Forse una selezione di quel tipo non è bene, anche perchè nella storia è esistita ma la chiamerei allora eugenetica, la motivazione è che "intacca la dignità della vita,la sua integrità". Ma quale dignità lasciate alla vita quando due persone che decidono di stare insieme se ne vedono negare il diritto dall'istituzione in cui credono solo per fatalità, perchè inadatti, forse, all'atto riproduttivo.
Allora diventano colpevoli anche le persone che per scelta non hanno figli, anzi in questo caso è intenzionale quindi la negazione sarà d'ufficio, se dichiarato prima del matrimonio.

Mi viene ancora una volta in aiuto l'articolo di Stella da cui cito:
"«E' l'operato diabolico che ingenera, favorisce e aggrava le malattie nervose, l'isteria, l'epilessia e la follia ma, come l'acqua santa del battesimo scaccia il demonio e lo stesso elemento, spruzzato "sui frutti della terra, sulle viti e sugli alberi, sulle abitazioni dell'uomo, sulle stalle e sulle greggi" è "rimedio e soccorso contro i malefici di Satana"» scrive Paolo Sorcinelli nel libro «Il corpo e l'acqua»"

Quindi è tutto chiaro, non è quello che io comincerei a definire "razzismo fenotipico" è colpa del demonio. Di quel demonio che fa chiedere di essere riconosciuti come famiglia persone "contro natura", che poi si amino e non esiste nessun motivo percui non dovrebbero essere una buona famiglia non è importante perchè non è una valutazione, è solo una rilevazione del "diabolico operato".
E ancora quindi non ha significato quello che accade o il rispetto che le persone si portano reciprocamente, finchè non è consacrato.

Quello che mi fa rabbrividire è che in Italia, uno Stato laico, spesso si segue a ruota. Per fortuna ancora non ci sono prerequisiti o valutazioni di questo genere al rito civile, speriamo non comincino presto.

Comunque continuo a leggere, magari sono solo cattivi ricordi della versione da film ma anche nel rito del matrimonio trovo:

" prometto di esserti fedele sempre,
nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia,
e di amarti e onorarti
tutti i giorni della mia vita." [³]

E quindi? C'è un limite minimo per l'inizio di questo "rispetto"? In una visione di questo tipo probabilmente si è solo l'atto del matrimonio che rende sacrale ed effettivo il tutto, il fatto che due persone si rispettino mettendo alla prova le promesse stesse (scusate il gioco di parole) ancor prima della discesa della "Divina Benedizione" a quanto pare non è di peso per la Curia.
Pertanto qualunque cosa che accade dopo è "divina provvidenza" e va rispettata e quello che accade prima no ma le persone hanno una minima importanza in questo disegno? Il tempo che passano insieme prima non ha lo stesso valore per la mancanza di un timbro su un registro ecclesiastico?

Le keyword per la famiglia sono sempre le stesse: amore, rispetto, fedeltà... ma quante sono reali e quante sono vincoli sociali per creare strutture "controllate" nella società?

cito da wikipedia
"Una famiglia è costituita da un gruppo di persone che vivono insieme, oppure da più gruppi di persone aventi in comune la discendenza (dimostrata o stipulata) da uno stesso progenitore o progenitrice nel caso di famiglia matriarcale, da una unione legale o da una adozione. Tra i membri di una famiglia si individuano varie relazioni e gradi di parentela.

Nella cultura occidentale, una famiglia spesso è definita in modo specifico come un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei o legali, come il matrimonio o l'adozione. Molti antropologi sostengono che la nozione di "consanguineo" deve essere intesa in senso metaforico; alcuni sostengono che ci sono molte società di tipo non occidentale in cui la famiglia viene intesa attraverso concetti diversi da quelli del "sangue"."

A quanto pare, per molti casi e molte culture, ancora non è così.

Ripenso all'ultima citazione nella risposta della Curia, "la verità vi farà liberi"...
Mi viene da controbattere: "Quella di chi? e con quali mezzi raggiunta?"

Che dire, cito ancora:
"Proprio per questo, però, davanti a un episodio che ferisce due ragazzi già provati dal dolore come quei due sposini di Viterbo, uno si chiede: ma perché?"[²]

Onestamente penso che ognuno si faccia un'idea del perchè, ma che in realtà , per il quieto vivere, siano solo molti a non voler(si) rispondere.



Per le fonti complete:
[¹]"Matrimonio civile per un paraplegico dopo il no della Curia di Viterbo", Corriere della sera 7 Giugno 2008
[²]"Quando la chiesa esclude i disabili", Gian Antonio Stella, Corriere della sera 8 Giugno 2008
[³]Rito del matrimonio moderno, da Santa Melania.it

Nota: mi sento particolarmente scosso da episodi come questo pertanto qualunque strafalcione (solo grammaticale, intendiamoci) o imprecisione "in corsa" me la potete attribuire anche perchè non è mia intenzione un pezzo "di classe" ma più che altro poter esprimere lo sdegno per alcune forme di "bel pensiero" che si velano dietro le notizie e alcuni "pensieri condivisi" (non da me).

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